le Monache Mistiche
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La spiritualità delle monache cistercensi è derivata in parte da quella dei monaci, anche perché esse hanno avuto il loro apogeo più tardi, nel XIII secolo.
Ci sono rimaste numerose "Vite" di monache, che rivelano alcune differenze: la loro vita era semplice, povera, dedicata alla preghiera e assai sensibile alle correnti devozionali che si stavano sviluppando in quei tempi: la devozione all'Eucaristia e al Sacro Cuore di Cristo.
Numerose furono le mistiche; alcune raggiunsero larga fama.



Storia dell'Ordine
I Fondatori
La Regola di San Benedetto
La Spiritualità Cistercense

vedi anche:

Monastero di Casamari
Beatrice di Nazaret

Beatrice di Nazaret, monastero cistercense nelle vicinanze di Anversa.
Ha scritto un'autobiografia e dei trattati spirituali che conosciamo solo dalla traduzione abbreviata (erano scritti nell'antico fiammingo) del cappellano del monastero.
Nel suo trattato sui "Sette gradi dell'amore di Dio" oltrepassa la mistica cristologica cistercense e si orienta direttamente sul mistero di Dio e della Santa Trinità come i grandi mistici Renano-Fiamminghi.


Santa Lutgarda di Aywières

Santa Lutgarda di Aywières, monastero vicino a Liegi.
Alla scuola di San Bernardo, visse in profondità il mistero della Croce e della Passione Redentrice. Celebre la sua visione mistica della piaga del costato di Cristo, che la conduce, ed è la prima nella storia della spiritualità cristiana, alla scoperta del Cuore di Cristo, simbolo del suo infinito amore.


Ida di Nivelles
Ida di Lovanio
Ida di Leeuw

Tre mistiche con lo stesso nome, Ida di Nivelles, Ida di Lovanio, Ida di Leeuw, ebbero anche vita e spiritualità simili: la devozione al Cristo Eucaristico, spesso accompagnata da estasi al momento di ricevere la Santa Comunione; la devozione all'umanità di Cristo e la mistica sponsale derivata da San Bernardo; la devozione profonda alla Santa Trinità.


Metilde di Hackeborn
Geltrude la Grande

In Germania abbiamo due grandi Sante mistiche dell'abbazia di Helfta: Metilde di Hackeborn e Geltrude la Grande.
La prima, nata nel 1241 e morta nel 1299, era di famiglia nobile e fu accolta nel monastero ove era badessa una sua sorella maggiore. Ebbe l'incarico di Maestra e accolse e istruì Geltrude, con la quale ebbe una profonda amicizia.
Tenne nascoste le sue visioni fino a 50 anni; costretta a letto da una malattia, le sue rivelazioni furono raccolte da Geltrude e da altre consorelle.
Centro di queste visioni è naturalmente la figura di Cristo, ma visto più come Cristo glorioso, e la stessa devozione al S. Cuore vi scopre il simbolo di un amore trionfante e luminoso.


Santa Geltrude di Helfta

Santa Geltrude di Helfta, detta la Grande, nacque nel 1256 e morì nel 1301.
Entrò in monastero a 5 anni, ebbe una formazione completa, letteraria, filosofica, teologica e musicale, aiutata negli studi dalla sua non comune intelligenza e memoria.
A 25 anni scoprì la vita mistica, con una visione di Gesù. Il suo libro più famoso è quello delle "Rivelazioni".
Le grandi esperienze di unione con Dio sono accompagnate da fenomeni straordinari: la ferita d'amore, lo scambio dei cuori, le stigmate interiori.
É ricordata tra le iniziatrici della devozione al S. Cuore, la prima a tracciarne una teologia, senza però il tema delle riparazioni che sarà predominante in seguito. Ebbe grande influenza ai suoi tempi perché la fama della sua santità e delle sue visioni attirava molti per chiedere consiglio e conforto. Poi fu dimenticata fino al XVI secolo, quando i Certosini pubblicarono i suoi scritti: da allora la sua fama crebbe molto, specie negli ambienti monastici.