Pianta tipica di un Monastero
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Nello studio dell'architettura cistercense è necessario tener presente la disposizione costante degli edifici che compongono il monastero e i concreti motivi funzionali che determinano tale disposizione.
La pianta di una abbazia cistercense si presenta articolata, secondo la Regola di San Benedetto, in un organismo complesso ed autosufficiente con una disposizione razionale e pratica degli edifici.
Pianta Tipica di un Monastero Cistercense
  1. Chiesa
  2. Sacrestia
  3. Armarium
  4. Capitolo
  5. Scala del Dormitorio
  6. Auditorium o Parlatorio
  7. Sala dei Monaci
  8. Calefactorium
  9. Refettorio
  10. Cucina
  11. Refettorio dei Conversi
  12. Passaggio
  13. Dispensarium
  14. Passaggio dei Conversi
  15. Nartece
  16. Chiostro del Mandatum
  17. Lavabo

  1. Presbiterio
  2. Porta dei Morti
  3. Scala del Dormitorio
  4. Porta dei Coristi
  5. Coro dei Monaci
  6. Banchi degli Infermi
  7. Pulpito
  8. Coro dei Conversi
  9. Porta dei Conversi
  10. Pulpito per il Lettore di mensa
  11. Passa-vivande
Pianta tipica di un monastero cistercense
A.Dimier, L'art cistercien, I, La Pierre-qui-Vire, 1962, p.45

I principali elementi esterni che determinano la posizione dei vari ambienti di un'abbazia cistercense sono la configurazione del terreno, il clima, il corso d'acqua presso cui viene costruito il monastero e la direzione dei venti (Bernardus valles, Benedictus montes amabat/oppida Franciscus, celebres Ignatius urbes).
Quando, per ragioni di topografia locale, non si poteva edificare l'abbazia sulle rive di un corso d'acqua, si costruivano canali, acquedotti e laghi artificiali. Tutti gli edifici dell'abbazia ed anche gli orti, i giardini, le vigne nelle immediate adiacenze, sono protetti da un muro di cinta chiamato "muro della clausura" che limita l'ambiente strettamente monastico da cui i monaci non debbono uscire.
San Galgano - Particolare
San Galgano
Lesena di un pilastro della Chiesa
All'origine dell'Ordine, il muro di clausura fu costruito spesso in legno, più tardi in pietra o in mattoni anche come difesa contro i predoni e i ladri. L'abbazia comunica con l'esterno mediante una porta principale presso la quale abita un monaco anziano, saggio, che sappia ricevere e rendere risposte, la cui maturità d'animo non gli permetta di andar vagando. Presso la portineria, nell'interno del muro di clausura, sorge la foresteria che comprende il refettorio e il dormitorio per gli ospiti, l'infermeria e, nelle grandi abbazie, anche un ospizio per poveri. Accanto alla portineria c'è una cappella, con una porta all'esterno, per i forestieri e le donne che non possono entrare nell'ambito monastico.
Gli edifici strettamente regolari si articolano, in maniera razionale, attorno al chiostro che è come il cuore dell'abbazia.
Ad oriente si eleva sempre il fabbricato dei monaci coristi, ad occidente quello dei fratelli conversi o laici, due complessi monastici adatti e riservati alle diversità di vita dei due gruppi di religiosi che collaborano al buon andamento della casa.
L'edificio più importante del monastero è la chiesa, orientata, a croce latina, che occupa generalmente la parte più elevata del terreno ed è disposta nel lato nord dell'abbazia per riparare l'ambiente dai venti di tramontana e per non impedire l'espandersi della luce sugli altri edifici. È generalmente a tre navate, con abside rettangolare e transetto. Poiché le chiese cistercensi sono esclusivamente riservate ai religiosi, presentano la disposizione degli stalli per la preghiera corale nella navata centrale, e alcune abbazie sono persino prive dell'ingresso centrale sulla facciata.
Il coro dei monaci è separato da quello dei conversi da una balaustra alla quale è addossato un pulpito, chiamato jube, dalla formula latina jube, domne benedicere, che il monaco cantava per chiedere la benedizione all'abate prima della lettura. Appoggiati al muro di fondo ci sono alcuni banchi per i fratelli infermi.
La chiesa presenta una porta laterale situata verso la parte terminale della navata destra, chiamata porta dei coristi, che comunica con il chiostro e un'altra, sulla stessa navata ma nella prima campata, detta porta dei conversi perché mette in comunicazione la chiesa con i dormitori di questi ultimi. Nel braccio destro del transetto si apre la porta di accesso alla sacrestia e ha inizio la scala che conduce al dormitorio dei coristi; nel braccio sinistro la cosiddetta porta dei morti immette nel cimitero monastico. Sulla crociera del transetto si eleva il campanile, che, per disposizione degli Statuti Capitolari, deve essere di legno, di modeste dimensioni e con piccole campane, tali da poter essere suonate contemporaneamente da un solo monaco.
San Galgano - Particolare
San Galgano
Bifora
Attraverso la porta dei coristi si passa nella galleria orientale del chiostro dove si apre - oltre ad una seconda porta della sacrestia - l'aula capitolare o Capitolo, considerata l'ambiente più importante del monastero dopo la chiesa. Nella sala si conclude ogni giorno l'ufficio di "Prima" con la lettura del Martirologio, con le rogazioni sui lavori dei campi e con la lettura di un capitolo della Regola di San Benedetto, commentato brevemente dall'abate. In esso si svolge il capitolo delle colpe durante il quale i religiosi si accusano spontaneamente delle mancanze pubbliche contro la regola, per riparare al cattivo esempio e chiedere scusa ai confratelli. Vi si svolgono anche le riunioni comunitarie per questioni riguardanti direttamente il monastero, come l'ammissione dei novizi alla professione, la vestizione religiosa, l'elezione dell'abate, gli acquisti e le vendite dei terreni e altri problemi di una certa importanza. Il capitolo monastico è il primo esempio di democrazia effettiva in cui viene dato a tutti i monaci il diritto di esprimere liberamente il proprio parere. Il posto dell'abate è al centro della parete orientale da cui partono sedili di pietra, a più ordini, lungo le pareti della sala fino alla porta.
Dal chiostro si affacciano nell'aula capitolare due bifore che permettono ai conversi di seguire dall'esterno le istruzioni dell'abate nelle domeniche e negli altri giorni di festa. In fondo al lato orientale del chiostro si apre il parlatorio o auditorium formato da una elegante galleria che conduce nei giardini. Segue la scalinata che conduce al dormitorio dei coristi. Subito dopo, dal lato sud si accede al calidarium dove i monaci vanno a riscaldarsi dopo la "compieta" e dove gli amanuensi fanno sciogliere i colori per le miniature; quindi si passa poi allo scriptorium e alle altre sale di lavoro.
Casamari - Refettorio
Casamari
Refettorio dei Monaci

 vedi anche:

Il refettorio, situato nel lato opposto a quello della chiesa, è perpendicolare a questa. Di fronte all'ingresso, nell'interno del chiostro, un lavabo serve per le rituali abluzioni prima dei pasti. All'interno del refettorio, sulla parete destra, si innalza il pulpito o ambone in pietra per il lettore di mensa. L'ala occidentale del monastero viene chiamata edificio dei conversi perché riservata esclusivamente ai fratelli non coristi. Al pian terreno è situato il dispensarium, grande sala rustica adibita a deposito di frumento, vino, olio e di altri prodotti dell'agricoltura. Separato da una galleria che conduce al chiostro, segue il refettorio dei conversi mentre nel piano superiore vi sono i loro dormitori. Lungo la galleria nord, appoggiato alla parete della chiesa corre un sedile in pietra dove i monaci ascoltano la lettura spirituale prima della "compieta".
Il luogo si chiama anche "chiostro del mandato" perché il sabato tale lettura è preceduta dal mandatum o lavanda dei piedi fatta ai monaci dal servitore di cucina che termina la settimana e da quello che la inizia.
A destra ed a sinistra della porta dei coristi vi sono due armarium, incassati nella parete, dove vengono riposti i libri.
La pianta appena descritta è stata denominata dagli studiosi pianta bernardina perché ideata da San Bernardo per l'abbazia di Clairvaux.